
Intagliatore romano, Cassone con arpie e girali, seconda metà del XVI secolo
Legno di noce intagliato e patinato a finto bronzo
Provenienza: già Roma, collezione Simonelli
Accanto alla ben nota produzione romana del secondo Cinquecento di cassoni da parata istoriati, ve ne fu un’altra, altrettanto erudita e stimata, in cui questo genere d’arredo è decorato da motivi ornamentali tratti dall’architettura antica: palmette, scanalature, baccellature, encarpi, racemi, bucrani, acroteri e le infinite variazioni del kyma ionico. E’ un interesse ben testimoniato, oltre che da alcuni esemplari superstiti, da un sofisticato disegno conservato presso il Royal Collection Trust che Antony Blunt ha attribuito alla cerchia di Francesco Salviati (1510-1563). Il disegnatore immagina e studia attentamente, con numerose ipotesi ornamentali alternative, un cassone ad urna riccamente ornato. Mobile architettonico la cui fascia superiore, con le insegne papali e due ipotesi ornamentali, è chiusa ai lati da due bellissimi mascheroni grotteschi e quella inferiore, ornata da due varianti di baccellature, ha gli angoli fasciati da guaine fogliacee. Più ordini di cornici e bordure tutte finemente intagliate completano questo mobile per il quale sono studiati anche due differenti piedi: il primo a zampa ferina con possenti artigli e il secondo, davvero affascinante, in forma di delfino con cresta fogliacea e coda arricciata.

Londra, Royal Collection Trust
Un esempio di questo genere di mobili dallo spiccato carattere architettonico, è un cassone di ambito romano, databile alla metà del Cinquecento, proveniente dalla collezione del pittore e antiquario Attilio Simonelli (1843-1925). Poggiante su possenti piedi ferini, il corpo è ornato su due ordini. Quello inferiore è costituito da una baccellatura chiusa ai lati da guaine fogliacee come nel disegno salviatesco. Quello superiore, serrato invece tra due arpie dalle cui code si dipartono girali fogliacei scolpiti in bassorilievo abitati da uccelli e leoni, è centrato da una corona di fiori che racchiude una cartella con uno stemma gentilizio. Brevi girali simmetrici originati dalle code delle medesime arpie decorano anche i fianchi.
A proposito di questi odiosi esseri, la cui presenza non rara nell’arredo cinquecentesco, va segnalato come in questo caso paiano derivate da quelle scolpite nei sostegni marmorei del tavolo Farnese del Metropolitan Museum, opera Romana su disegno di Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573). Mobile prezioso questo cassone anche per la presenza dell’originale vernice, straordinariamente ben conservata, spessa e oleosa, profondamente crettata, di colore bruno, stesa con l’intenzione di farlo apparire un antico arredo bronzeo.